Rassegna stampa – intervista G. La Croce e M. Berti su Business Community

02 luglio 2026

Rassegna stampa
Intervista G. La Croce e M. Berti su Business Community

Da Milano a Bologna, una realtà consolidata della consulenza professionale italiana compie il proprio percorso con un'identità chiara e un'offerta di servizi che guarda alle sfide più complesse del mondo aziendale contemporaneo.

 

È lo Studio La Croce, fondato nel 1975 e considerato come un fermo punto di riferimento per imprenditori e aziende che cercano competenze integrate in materia fiscale, societaria, contabile e di gestione straordinaria. Dottori Commercialisti e Revisori Contabili lavorano fianco a fianco, accomunati da valori che, in un settore dove la fiducia è tutto, fanno la differenza.

 

Se la solidità dello studio parla attraverso i decenni di attività, è però sul fronte delle operazioni straordinarie, delle ristrutturazioni industriali e finanziarie e della gestione della crisi d'impresa che Studio La Croce esprime la propria vocazione più specifica: quella di affiancare le aziende nei momenti più delicati e determinanti della loro esistenza.
Abbiamo avuto una lunga chiacchierata con Giovanni La Croce e Mattia Berti, un po' per fare il punto sul passato, un po' per comprendere il presente, ma soprattutto per cercare di trovare dei punti fermi che indichino il futuro.

 

Come è nato il legame professionale tra le realtà di Milano e Bologna?

Giovanni La Croce - Lo Studio La Croce è una realtà professionale nata nel 1975, già ben radicata a Milano e nota in tutta Italia per l'expertise nel campo della crisi d'impresa e del diritto fallimentare. Tutto ha avuto inizio a Ravenna tra il 2000 e il 2001, durante una complessa pratica fallimentare che coinvolgeva un importante gruppo nel settore dei cavi elettrici. In quell'occasione, i due futuri soci si trovarono su fronti contrapposti: uno come curatore fallimentare e l'altro come rappresentante di un fondo francese interessato all'acquisizione. Lavorarono in modo proficuo per circa due anni e, al termine della pratica, decisero di unire le forze per costruire a Bologna uno studio strutturato e specializzato nella crisi d'impresa.

 

Quale fu l'intuizione che segnò l'inizio di questo percorso comune?

Mattia Berti - La scintilla scaturì da una proposta del tutto innovativa per l'epoca: gestire un'asta unitaria mettendo insieme i beni di due diversi fallimenti. Questa operazione, realizzata per la prima volta in Italia, fu possibile grazie alla capacità di visione comune e all'ambizione di interpretare la professione in modo diverso rispetto agli standard abituali, puntando a raggiungere i vertici del settore.

 

Quali tappe hanno segnato la crescita della sede bolognese fino a oggi?

Mattia Berti - Dopo l'apertura nel 2003 sotto il marchio Studio La Croce, il momento di svolta è avvenuto nel 2019 con la fusione con lo Studio Bosi Ungania Zambelli. Questa operazione ha trasformato radicalmente la sede di Bologna, che inizialmente si occupava quasi esclusivamente di crisi d'impresa, in una struttura multidisciplinare capace di offrire consulenza fiscale, societaria e di bilancio. Oggi le dimensioni e la specializzazione della sede bolognese sono del tutto paragonabili a quelle della sede milanese.

 

In cosa consiste la vostra filosofia di servizio rispetto ai grandi network internazionali?

Giovanni La Croce - Ci posizioniamo in modo differente rispetto alle "Big Four" o ai grandi studi internazionali puntando su una minore standardizzazione e una maggiore qualità del servizio. Una nostra regola ferrea è che il "front-office" con il cliente non viene mai delegato a stagisti o neoassunti; l'analisi delle pratiche e il rapporto diretto sono gestiti esclusivamente da soci e associati esperti. Preferiamo negoziare tariffe competitive piuttosto che rinunciare alla supervisione diretta del professionista senior.

 

In che modo l'esperienza nella crisi d'impresa arricchisce la vostra consulenza ordinaria?

Giovanni La Croce - La crisi d'impresa è una scuola straordinaria perché mette alla prova la tenuta dei contratti, fa esplodere le questioni di responsabilità e i conflitti sociali. Questa meticolosità ci permette di gestire con maggiore profondità anche le operazioni di M&A (fusioni e acquisizioni) tradizionali per i nostri clienti, applicando un rigore giuridico che difficilmente si acquisisce in altri ambiti.

 

Perché sentite l'esigenza di procedere verso una "depersonalizzazione" dello studio?

Giovanni La Croce - Il mercato professionale è cambiato: l'epoca dei grandi nomi solitari, dei "guru" della consulenza come potevano essere i maestri del passato, è tramontata. Vogliamo che lo studio diventi un'entità corale e meno dipendente dalle singole figure dei fondatori, tanto che stiamo valutando di sostituire l'attuale brand molto legato al nome del suo fondatore, nel suo acronimo "SLC", per garantire continuità e solidità alla struttura indipendentemente dai singoli nomi.

 

Qual è il vostro giudizio sull'impatto dell'intelligenza artificiale nella professione?

Mattia Berti - La consideriamo uno strumento potente per la raccolta e l'organizzazione dei dati, capace di accelerare le fasi di studio e l'assimilazione delle informazioni di base. Tuttavia, siamo convinti che non possa sostituire la creatività umana e la "cultura selettiva" necessaria per applicare correttamente i precedenti ai casi specifici. C'è però un dibattito interno sulla sua affidabilità come strumento di controllo: mentre per alcuni può essere un utile supporto di verifica, per altri non è ancora in grado di garantire l'attendibilità dei risultati.

 

Quali pericoli intravedete nell'affidarsi troppo alla tecnologia, specialmente per i giovani?

Giovanni La Croce - Il rischio è che la velocità dello strumento venga scambiata per efficacia. I giovani professionisti, spesso privi di una solida formazione scolastica di base, potrebbero non avere gli "anticorpi" necessari per riconoscere errori o trappole generate dalla macchina. Abbiamo assistito a casi in cui relazioni di bilancio prodotte dall'IA risultavano totalmente errate nonostante il dato di partenza fosse corretto. La velocità imposta da strumenti come mail o WhatsApp rischia di soffocare il momento riflessivo che è alla base di una consulenza di qualità.

 

Quali sono le vostre ambizioni di espansione per il futuro dello studio?

Mattia Berti - L'obiettivo è far crescere lo studio oltre l'asse Milano-Bologna, puntando verso il Triveneto, il Centro Italia e il Sud, per creare una realtà nazionale di circa 120-130 professionisti. Vogliamo mantenere un modello di gestione democratico, dove non ci sia una predominanza dei soci anziani sui giovani e dove ciascuno possa vedere valorizzato il proprio contributo, pur all'interno di una struttura che garantisca standard di qualità elevati e uniformi su tutto il territorio.

 

Leggi l'articolo completo su businesscommunity.it


Conad si aggiudica per 22 milioni un lotto di supermercati Realco

11 giugno 2026

Conad si aggiudica per 22 milioni un lotto di supermercati Realco

Con una partecipazione congiunta Conad Nord Ovest e Conad Centro Nord si sono aggiudicate un lotto di supermarket e alcuni immobili di Realco, società cooperativa di Reggio Emilia in procinto di depositare la proposta di concordato preventivo. Le due cooperative di dettaglianti socie del sistema Conad sono state le uniche realtà a presentare una offerta al Tribunale di Bologna per il lotto numero cinque, al prezzo base di 22 milioni, che comprende 9 supermercati con i relativi rami d’azienda della capogruppo Realco oltre a 5 immobili di proprietà. I punti vendita hanno una superficie che oscilla tra i 400 e più di mille metri quadri mentre una trentina di lavoratori in due negozi a gestione diretta del gruppo Realco cambieranno casacca.

 

Nelle ultime settimane erano stati fatti tanti nomi di catene della Gdo, da Distribuzione Italiana a Carrefour-Gs, da Crai a Migros ma anche Selex, Lidl, Eurospin, VèGè, tutte interessate agli asset di Realco, cui fanno capo circa 130 supermarket a insegna Sigma, Ecu ed Economy, di cui alcuni chiusi.

 

Oggi «al Tribunale di Bologna verrà depositato il piano di concordato in continuità indiretta - spiega al Sole 24 Ore Mattia Berti, advisor finanziario dello Studio La Croce incaricato dalla proposta concordataria e delle trattative con i soggetti interessati -. Prevediamo la continuità dell’attività diretta di Realco non oltre la fine di luglio. Entro quel termine ci sarà una nuova asta in cui si punterà a vendere i restanti asset tra cui punti vendita, supermercati, immobili, la sede direzionale di Reggio Emilia con la piattaforma logistica».

 

Mercoledì prossimo i rappresentanti dei lavoratori si siederanno al tavolo di crisi in Regione con tutte le altre parti coinvolte. «Nelle scorse settimane è stata pagata la Cig ai tutti i dipendenti dei punti vendita chiusi oltre a quelli della sede mentre per quelli della piattaforma logistica è stato aperto un contratto di solidarietà» aggiunge Laura Petrillo, Segretaria Filcams Cgil Emilia-Romagna che insieme a Fisascat Cisl e Uiltucs Uil segue la vertenza. Rimane l’emergenza occupazionale per poco più di 450 dipendenti del gruppo Realco a cui si somma un migliaio di addetti tra lavoratori indiretti e l’indotto.

Leggi l'articolo completo


Debito Realco a 98 milioni: depositata la domanda di concordato preventivo

5 febbraio 2026

Debito Realco a 98 milioni: depositata la domanda di concordato preventivo

La scelta è fatta. Tramontata la procedura di composizione negoziata della crisi, Realco non ha avuto altra possibilità che quella di chiedere il concordato preventivo, per sé e per la controllata Gedis. La domanda, redatta dal commercialista Mattia Berti dello Studio La Croce di Bologna, è stata depositata al Tribunale felsineo e le organizzazioni sindacali ne sono state informate.

Prevedibilmente, la cooperativa si vedrà concedere dal giudice in prima battuta 120 giorni di tempo per mettere a punto il piano di risanamento e la proposta per i creditori. In questa fase, prorogabile a discrezione del tribunale, la cooperativa guidata da Andrea Artoni sarà al riparo da eventuali iniziative dei creditori e potrà individuare il partner in grado di salvare il salvabile.

Leggi l'articolo completo


In corsa per Realco: i gruppi interessati ai supermercati della cooperativa reggiana

22 gennaio 2026

In corsa per Realco: i gruppi interessati ai supermercati della cooperativa reggiana

Sono una mezza dozzina i gruppi della grande distribuzione organizzata interessati ad acquisire la rete commerciale di Realco, costituita da 130 punti vendita con le insegne Sigma, Ecu e Economy e circa 1.600 addetti. Il tramonto del tentativo di composizione negoziata della crisi ha cambiato le carte in tavola. Il piano di risanamento messo a punto dal commercialista modenese Piergiorgio Cecchini prevedeva la chiusura dei negozi strutturalmente in perdita e l’aggregazione con uno o più partner. In questo scenario, la gestione sarebbe rimasta in capo a Realco ancora per 12 mesi.

La bocciatura della composizione negoziata ha imposto però un’accelerazione. Il nuovo piano, a cui sta lavorando il commercialista bolognese Mattia Berti, prevede l’ingresso in tempi stretti di un soggetto esterno in grado di fornire liquidità e di garantire continuità alle forniture. Il dialogo è avviato con 5-6 operatori.

Leggi l'articolo completo


Officine Vica, assistita dal dr. Francesco Paltrinieri: raggiunto l’Accordo con il supporto della Nuova Finanza di Shandong Haoxin Co., Ltd

07 gennaio 2026

Officine Vica, assistita dal dr. Francesco Paltrinieri: raggiunto l’Accordo con il supporto della Nuova Finanza di Shandong Haoxin Co., Ltd

Officine Vica, costituita nel 1936, è una società italiana leader nella produzione di componenti meccanici per macchine agricole, veicoli commerciali, autovetture e macchine industriali. La Società, attiva da oltre ottant’anni, è specializzata nella lavorazione di precisione di metalli (alluminio, ghisa e acciaio).

 

Le difficoltà economico-finanziarie affrontate da Officine Vica nel corso del 2024 sono riconducibili a un contesto macroeconomico e settoriale sfavorevole, che ha inciso negativamente sui volumi produttivi e sulla redditività della Società. In particolare, il rallentamento dei settori agricolo, dei veicoli industriali e dell’automotive ha determinato una significativa riduzione degli ordinativi da parte dei principali clienti, con impatti sull’assorbimento dei costi fissi. A ciò si sono aggiunte tensioni sui margini, legate sia all’aumento dei costi di materie prime e servizi, influenzato dalle criticità delle catene di fornitura globali e dal contesto geopolitico, sia alle difficoltà nel trasferire tali incrementi ai clienti finali, anche in presenza di rigidità contrattuali. Infine, il perdurare di una politica monetaria restrittiva ha comportato un incremento degli oneri finanziari, riducendo la flessibilità nella gestione della liquidità e contribuendo al temporaneo squilibrio finanziario della Società.

 

Pertanto, in data 2 dicembre 2024, Officine Vica ha depositato presso la Camera di Commercio di Milano-Monza-Brianza-Lodi un’istanza per l’ammissione alla Composizione Negoziata della Crisi d’Impresa prevista dagli articoli 12 e ss. del Decreto Legislativo 12 gennaio 2019, n.14 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza in attuazione della L. 19 ottobre 2017, n. 155), come successivamente modificato e integrato (il “CCII”). In tale processo, Officine Vica è stata guidata dal dr. Francesco Paltrinieri dello Studio La Croce in qualità di advisor finanziario della Società e dallo Studio legale Caffú-Mairate-Rodolfo Masera come advisor legale.

 

Al fine di coltivare le trattative, i Creditori Finanziari si sono avvalsi del supporto di Alvarez & Marsal in qualità di advisor finanziario e di Giovanardi Studio Legale in qualità di advisor legale. In particolare, al fine di conseguire il perfezionamento dell’Operazione di Ristrutturazione tramite l’ottenimento di Nuova Finanza:

- In data 11 dicembre 2024, la Commissione costituita presso la Camera di Commercio di Milano-Monza-Brianza-Lodi ha nominato l’esperto Dott. Carlo Pagliughi per la CNC di Officine Vica;

- Il percorso di ristrutturazione ha condotto, in data 13 giugno 2025, alla sottoscrizione di un Investment Agreement con Shandong Haoxin Co., Ltd, che prevede:

o   un aumento di capitale riservato pari a Euro 45 milioni, a fronte dell’acquisizione del 75% del capitale sociale;

o   la successiva acquisizione del restante 25% in tre tranches annuali tra il 2027 e il 2029.

-  In data 15 dicembre 2025 è stato inoltre sottoscritto un accordo tra Officine Vica e i Creditori Finanziari, comprendenti Deutsche Bank, Unicredit, Banca Sella, Banco BPM, Cassa Depositi e Prestiti, BPER Banca, Banca Nazionale del Lavoro, Credito Emiliano, Simest, Credit Agricole e SACE, ai sensi dell’art. 23, co. 1, lett. C) del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.

 

Officine Vica è stata assistita dal Dott. Francesco Paltrinieri dello Studio La Croce in qualità di advisor finanziario e dallo Studio legale Caffú-Mairate-Rodolfo Masera (Avv. Andrea Rodolfo Masera) in qualità di advisor legale.

I Creditori Finanziari sono stati assistiti da Alvarez & Marsal (Dott. Fulvio Taglialatela, Dott. Matteo Schiavone, Dott.ssa Beatrice Solfanelli) in qualità di advisor finanziario, (iv) da Giovanardi Studio Legale (Avv. Cristiano Ruspi, Avv. Emanuele Pradella) in qualità di advisor legale.

Leggi l'articolo completo


FLO: completato l'Investimento di Nextalia con il supporto dell'Attestazione dell'Esperto Indipendente CDP Dr. Francesco Paltrinieri

27 ottobre 2025

FLO: completato l'Investimento di Nextalia con il supporto dell'Attestazione dell'Esperto Indipendente CDP Dr. Francesco Paltrinieri

FLO S.p.A., costituita nel 1973, è una società italiana leader nella produzione di contenitori per alimenti monouso, con posizioni di leadership a livello europeo nei segmenti vending, retail e HoReCa. La Società, guidata dalla famiglia Simonazzi e attiva da oltre cinquant'anni, è specializzata nella produzione di packaging realizzato in plastica, bioplastica, carta e materiali sostenibili premium, tra cui le innovative linee Alpha® (a base carta) e Qwarzo®.

 

Il contesto di mercato in cui opera FLO è caratterizzato da una profonda trasformazione trainata dalla Direttiva UE 2019/904 sulla riduzione della plastica monouso (SUP) e dal nuovo Regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi (PPWR), che impongono obiettivi vincolanti di riciclabilità, contenuto riciclato e limiti stringenti sui packaging immessi sul mercato. A ciò si affianca un cambiamento strutturale nelle preferenze dei consumatori, sempre più orientati verso soluzioni compostabili, riciclabili e sostenibili. In tale scenario, FLO ha avviato un importante percorso di riconversione produttiva verso materiali innovativi ed ecocompatibili, richiedendo significativi investimenti in capacità produttiva, ricerca e sviluppo, e rafforzamento patrimoniale.

 

Pertanto, in data 27 ottobre 2025, FLO ha perfezionato con Nextalia SGR S.p.A. (per conto del fondo Nextalia Capitale Rilancio) un'operazione di rafforzamento patrimoniale e competitivo, strutturata mediante aumento di capitale e rifinanziamento dell'indebitamento, nell'ambito del Patrimonio Rilancio gestito da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. ai sensi dell'art. 24 del Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 26 del 3 febbraio 2021.

 

Il percorso di ristrutturazione ha condotto alla sottoscrizione dell'operazione che prevede:

1) Un aumento di capitale di €20 milioni sottoscritto da Nextalia, a fronte dell'acquisizione del 49,9% del capitale sociale, mentre la famiglia Simonazzi mantiene la maggioranza;
2) Un nuovo finanziamento a medio-lungo termine di €28 milioni, di cui:
-- €20 milioni con garanzia SACE, preammortamento di 18 mesi e rimborso in 7 anni;
-- €8 milioni senza garanzia SACE, preammortamento di 12 mesi e rimborso in 5 anni;
3) Il rifinanziamento di €12 milioni di mutui esistenti;
4) Nuova finanza a breve termine per €5 milioni.

 

L'operazione, nell'ambito del Patrimonio Rilancio, ha richiesto la redazione della Relazione di Attestazione ex art. 24, comma 3, del D.M. 26/2021 da parte del Dr. Francesco Paltrinieri, Esperto Indipendente accreditato presso Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. per la Sezione III - Fondo Nazionale Ristrutturazioni Imprese, che in data 11 ottobre 2025 ha attestato la sostenibilità dell'indebitamento del Gruppo FLO sulla base del Piano Industriale 2025-2029 e il fair value "pre-money" positivo della Società, presupposti inderogabili per l'accesso al Patrimonio Rilancio.

 

Il Piano prevede investimenti (CAPEX) per circa €52 milioni nel quinquennio, finalizzati allo sviluppo di prodotti plastic-free, alla riorganizzazione produttiva (incluso il trasferimento dello stabilimento di Parona a San Pietro in Cariano), al ridisegno organizzativo e all'implementazione del sistema SAP su tutte le legal entity del Gruppo. Il Gruppo FLO opera attraverso 5 stabilimenti produttivi (3 in Italia, 1 in Francia, 1 nel Regno Unito), conta circa 680 dipendenti e ha registrato €180 milioni di ricavi nel 2024, servendo oltre 2.600 clienti in Europa.

 

FLO è stata assistita da Marco PoloBanca Investis (team Corporate Advisory & Capital Markets diretto da Dario Sala e Iacopo Monzani, sotto la guida di Christian Basellini) in qualità di main financial e debt advisor, da Studio Industria e Studio Belli Bertora (legal advisor) e da AGFM (tax advisor).

Nextalia SGR si è avvalsa di Ethica Group in qualità di M&A e Debt advisor (con Filippo Salvetti per gli aspetti finanziari e Giorgio Raimondi per il finanziamento), Alvarez & Marsal per la due diligence finanziaria, Bain & Company per la business due diligence, STS Deloitte per la due diligence fiscale, Alma LED per gli aspetti legali, WST per gli aspetti IP, Ashurst quale financing legal advisor a supporto degli istituti di credito, Greenberg Traurig per gli aspetti di Golden Power e Antitrust, Marsh per gli aspetti assicurativi, ERM per gli aspetti EHS/ESG.

L'attestazione di sostenibilità del debito e fair value pre-money è stata redatta dal Dr. Francesco Paltrinieri (accreditato CDP – Patrimonio Rilancio, Sezione III Fondo Nazionale Ristrutturazioni Imprese) in qualità di Esperto Indipendente ex art. 24, comma 3, D.M. 26/2021, coadiuvato da un team composto dal partner Eugenio Galimi e dalla dottoressa Giorgia Chemello.”

Leggi l'articolo completo


PedersoliGattai e La Croce nell’aumento di capitale di Ciocomiti da 3 milioni di euro

29 maggio 2025

PedersoliGattai e La Croce nell’aumento di capitale di Ciocomiti da 3 milioni di euro

PedersoliGattai e lo Studio La Croce hanno assistito Ciocomiti S.p.A. – azienda trentina produttrice di cioccolato di alta gamma, che combina produzione etica, qualità e artigianalità, con una rete distributiva che comprende negozi, ristoranti e GDO – nell’aumento di capitale concluso con la complessiva raccolta di euro 3 milioni.

L’operazione di aumento di capitale è stata condotta anche mediante Mamacrowd, principale piattaforma italiana per investimenti in equity crowdfunding.

Nell’ambito dell’operazione, PedersoliGattai ha assistito Ciocomiti per tutti gli aspetti corporate con un team coordinato dall’of Counsel Riccardo Campione (in foto). Gli aspetti di natura fiscale e finanziaria dell’operazione sono stati curati dallo studio La Croce, il quale ha operato con il partner Antonio Santandrea.

Leggi l'articolo completo


La Croce e Rls in una ristrutturazione del debito. I creditori finanziari affiancati da Giovanardi e Alma Led

10 Aprile 2025

La Croce e Rls in una ristrutturazione del debito. I creditori finanziari affiancati da Giovanardi e Alma Led

Nei giorni scorsi una primaria società commerciale emiliano-romagnola ha concluso con i creditori finanziari un accordo ex art. 56 CCII dopo una complessa negoziazione.

La società è stata assistita nella predisposizione del piano finanziario dallo Studio La Croce nelle persone del dott. Mattia Berti e della dott.ssa Ivana Gigantiello e per la parte legale dallo Studio associato RLS ad opera degli avvocati Elena Santi e Diego Rufini.

I creditori finanziari sono stati assistiti dagli avvocati Carlo Alberto Giovanardi e Michele Falzone di Giovanardi studio legale e dagli avvocati Luca Magrini e Pasquale Mosella, nonché dalla dott.ssa Beatrice Carminati, dello studio Alma LED.

Leggi l'articolo completo


Crac Ac Cesena, dubbi dei consulenti sul debito col fisco e Lugaresi torna dai giudici per le plusvalenze

19 Marzo 2025

Crac Ac Cesena, dubbi dei consulenti sul debito col fisco e Lugaresi torna dai giudici per le plusvalenze

’Ac Cesena sarebbe sopravvissuto se l’Erario gli avesse riservato lo stesso trattamento di cui hanno usufruito altre società di calcio, come la Sampdoria, che aveva debiti col Fisco persino più alti dei 40 milioni di euro che erano “sul groppone” del Cavalluccio, o come la Reggina. Ma ha vinto la paura e si è deciso diversamente, col risultato che a rimetterci sono stati tutti: non solo i creditori ma lo Stato, che sono rimasti a bocca asciutta, mentre c’erano forse i margini per rimettere in piedi la baracca.

È il succo che si può ricavare da quanto hanno detto ieri, nella nuova udienza sul crac del Cesena Calcio, due luminari dell’economia e della contabilità: Giuseppe Savioli, professore ordinario di Economia aziendale all’Università di Bologna, e Mattia Berti, commercialista del prestigioso studio La Croce. Sono stati chiamati a parlare davanti ai magistrati in veste di consulenti di parte di due degli imputati accusati di essere stati tra i colpevoli del dissesto dell’Associazione Calcio Cesena: Mauro Giorgini, socio che a un certo fu chiamato a ricoprire il ruolo di amministratore senza deleghe, in un momento molto buio per la società bianconera, convinto da imprenditori amici e col plauso anche del mondo politico (anche se ha chiarito che comunque, nei fatti, il timone era rimasto in mano a Giorgio Lugaresi) e il vice presidente Graziano Pransani, entrambi difesi dall’avvocato Alessandro Sintucci.

Leggi l'articolo completo


Gaggio Tech, salvi i lavoratori. Acquirente cercasi

20 Marzo 2025

Gaggio Tech, salvi i lavoratori. Acquirente cercasi

In attesa di intercettare un imprenditore che rilevi il reparto plastica della Gaggio Tech e riparta con la produzione iniziata dalla Tecnostamp dell'azionista di maggioranza in uscita Alessandro Triulzi, ieri in Regione, si è svolto un nuovo tavolo tecnico per assicurare continuità alla ex Saga Coffee di Gaggio Montano, dopo la decisione di mettere in liquidazione la società. Al confronto tra i tecnici di viale Aldo Moro, il liquidatore Mattia Berti e i sindacati Fiom-Cgil e Fim-Cisl è intervenuto per un saluto, «a conferma dell'impegno della Regione nella risoluzione della vertenza e per la re-industrializzazione del sito», l'assessore al Lavoro Giovanni Paglia. «Abbiamo compiuto un primo passo importante - informa il funzionario Fiom, Primo Sacchetti - Il liquidatore ci ha formalizzato la disponibilità della Minifaber di Raffaello Melocchi a prendere in affitto per un anno un ramo d'azienda, quello della lavorazione della lamiera con cui già era socio di Triulzi al 40%, assicurando allo stabilimento il riassorbimento dei primi 25 lavoratori su 131». Trascorsi i dodici mesi, Melocchi, forte del progetto già in fase di attuazione per la produzione delle gelatiere con Revip e con la multinazionale parmense Custom sempre alla finestra, valuterà l'acquisizione. Sul fronte copertura economica del personale, invece, Berti ha confermato l'avvio del percorso per assicurare gli ammortizzatori sociali e a non lasciare neanche per piccoli periodi i dipendenti senza un salario.

Alessandra Testi

Pier Luigi Ungania - Senior Partner